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il certificato di abitabilità... PDF Stampa E-mail

 area semaforo verde.jpgIl certificato di abitabilità... ogni tanto qualche notaio o banca più scrupolosi lo chiede e la questione lascia basiti i venditori che nel 90% dei casi non lo posseggono.

Senza il certificato si può rogitare, quindi si tranquillizzino quanti in questo momento leggono l'articolo e probabilmente si trovano a chiedere e esibire tale documento. Andiamo un po' indietro. Abitabilità o  agibilità significa costruzione realizzata a norma di legge, niente agibilità è quindi abuso edilizio. Un po' brutale ma nei fatti è così...

In base a quanto prevede il Testo unico in materia edilizia che raccoglie le norme in materia in vigore fin dal 1934, il certificato serve infatti ad attestare che sono state rispettate tutte le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità. Le norme del 1934 avevano una prevalente valenza di carattere sanitario, si doveva, cioè, accertare che l'immobile fosse conforme alle prescrizioni igienico-sanitarie e alla idoneità ad essere occupato stabilmente. Queste disposizioni sono state modificate nel 1994 e successivamente nel 2001, quando il certificato di agilità ha sostituito quello di abitabilità, imponendo l'assoluta aderenza al progetto per poter ottenere la certificazione necessaria, livelli di risparmio energetico nell'edificio e la sicurezza negli impianti. Il certificato riguarda l'intero immobile e non i singoli appartamenti. Pertanto per le nuove costruzioni si potrà chiederlo ai costruttori. Per il centro storico dove a volte non si reperisce neanche la planimetria e tanto meno la licenza edilizia perché è andata persa o perché in passato non serviva, viene in soccorso una certa giurisprudenza di diritto che sancisce il concetto che l'unità solo per il fattocasa 1.jpg di essere ubicata in un centro cittadino con fogne e quant'altro piuttosto che in campagna a ragion d'essere vanta il famoso certificato e pertanto basta chiederlo nelle opportune sedi a pagamento e consegnarlo dopo averlo ottenuto nei tempi occorsi anche successivamente il rogito dato che, paradosso tutto italiano, il certificato è obbligatorio ma non è necessario averlo all'atto della stipula.

Agata Magrì

 
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